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* UNA SCRITTURA NITIDA E AVVINCENTE, UNA BIOGRAFIA DA LEGGERE!
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Sereno ma senile tradimento o sincero ma ironico pentitismo?
Volano stracci, colpi bassi, aneddoti piccanti: ma in realtà la narrazione di Paolino tradisce una grande, indelebile ammirazione per Lui, ossia colui che lo folgorò (e avviò) sulla via della cosiddetta "rivoluzione italiana". Colui che lo salvò dal cul-de-sac del giornalismo anodino e codino in cui si era cacciato e che, senza chiedere nulla in cambio, lo trasformò in un animale politico ruggente e, a tratti (come in questo caso), persino umanamente struggente.
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FRAMMENTI (E TORMENTI) DI UN DISCORSO AMOROSO... FINITO MALE
Dal "papi" di Noemi al papi dei comici di sinistra: viva la genitorialità!
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ALLA FACCIA DELLA GRATITUDINE! L'OTTIMO IMITATORE E GIORNALISTA GUZZANTI RACCONTA LA PIU’ INCREDIBILE STORIA ITALIANA: LA VITA VERA DEL SUO EX DATORE DI LAVORO (SIA POLITICO SIA EDITORIALE) SILVIO BERLUSCONI. COMPRESA LA TEORIA SULLA MIGNOTTOCRAZIA...
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Con 100 pagine inedite d'intervista all'Unto del Signore.
E con un racconto esclusivo dalla voce di Mamma Rosa.

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A metà fra biografia all’americana e analisi sociopolitica, "Guzzanti vs Berlusconi" (Aliberti) mostra l’uomo pubblico e quello privato, ne mette in luce la naïveté popolaresca, l’indole rampante e sfrontata, ne coglie i vizi, i tic e le idiosincrasie, fino a far emergere gli istinti, la mentalità e le idee che hanno orientato e trasformato profondamente la società italiana dell’ultimo quindicennio.
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Chi è davvero Silvio Berlusconi? “L’uomo del fare”, come si autodefinisce, “l’uomo dei miracoli”, come viene descritto dagli adoratori, oppure il male in persona, come sostengono gli antiberlusconiani duri e puri? Per decidere da che parte stare, senza fingere di non stare da nessuna parte, ecco una biografia del Cavaliere per nulla compiacente, anzi dissacrante e a tratti feroce, ma senza la solita litania di accuse.
Paolo Guzzanti, uomo di grandi passioni, è una delle menti più lucide e del giornalismo italiano. Tutti sanno del suo “innamoramento” per il Cavaliere, nel quale ha creduto invano di riconoscere il possibile leader di una rivoluzione liberale italiana. Già in tempi non sospetti il giornalista aveva denunciato la progressiva ibernazione del Parlamento, la mancanza di democrazia interna al partito e la selezione del personale politico secondo criteri di sex appeal. Uscito dall’orbita del Cavaliere, Guzzanti ne restituisce un ritratto molto ravvicinato, personale e indiscreto, e ripercorre anche la sua storia familiare attraverso due lunghe interviste esclusive, entrambe inedite, a Berlusconi e alla madre Rosa. Due testimonianze che rivelano una personalità che non ha mai sopportato “lacci e lacciuoli”, che si trattasse di soci, partner o superiori, o delle istituzioni con le loro regole. La “storia italiana” del Cavaliere mostra anche un popolo pericolosamente diviso fra le due sindromi del berlusconismo e dell’antiberlusconismo, in uno stato di guerra civile mentale e permanente.
L’“autobiografia” di Berlusconi si apre con un Silvio enfant prodige, capace di fare miracoli fin da bambino, quando mungeva le vacche per sostenere la famiglia durante la guerra, e prosegue con l’episodio in cui, già adulto e a capo di varie società, ricevette un sonoro ceffone dalla madre. Poi il Milan, naturalmente, e il «Giornale» di Montanelli, passando per l’inossidabile amicizia con Confalonieri, fino all’ascesa come costruttore e il “miracolo urbanistico” di Milano 2. Notevole l’aneddoto del giovane Berlusconi, studente a Parigi, che si esibisce nei locali notturni e convive con una stripteseause, finché il padre Luigi non va a riprenderselo. La lunga intervista inedita è dunque il fil rouge di questo irriverente libro, che analizza la fenomenologia del Cavaliere dalla nascita del Biscione alla “guerra di Segrate”, passando per la discesa in campo e le molteplici grane giudiziarie, senza rinunciare a un doveroso excursus sulla mignottocrazia (termine coniato proprio da Guzzanti).
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Se questo è un Duomo: un altro souvenir (ma di carta) contro il Premier!
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"Il caso Genchi - Storia di un uomo in balia dello Stato"
«La storia sconvolgente che spiega perché tanti potenti hanno paura del contenuto dell’archivio Genchi». (Marco Travaglio, il prefatore / Aliberti)
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«In Why Not avevo trovato le stesse persone sulle quali indagavo per la strage di via D’Amelio. L’unica altra indagine della mia vita che non fu possibile finire». Un vademecum di nomi e misteri, tra Stato e anti-Stato
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Inizia così il dialogo tra Gioacchino Genchi e Edoardo Montolli. E per la prima volta viene a galla ciò che Silvio Berlusconi aveva definito «il più grande scandalo della Repubblica»: il cosiddetto «archivio Genchi». E viene a galla con nomi e cognomi. Un materiale così scottante e del tutto inedito da poter riscrivere gli ultimi vent’anni d’Italia: da Tangentopoli alle scalate bancarie, dai grandi crac ai processi clamorosi. Fino alle stragi del 1992 e 1993, dalle agende di Falcone agli ultimi due giorni di vita di Borsellino, con elementi completamente nuovi che aprono enormi squarci nelle istituzioni. Ma non con teorie o teoremi. Con dati. Fatti. Indagini e amicizie impensabili, uno scioccante intrigo dietro le quinte della politica, che porta alle origini della seconda Repubblica. Dopo averlo letto niente vi sembrerà più come prima.
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Non dire gatto se non ti sta sul c***o: ecco un amorevole manualefelino
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Presentato a Roma Figabook (sopra, l'autrice Valeria Luzi, che se la ride)
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POKER! / UN'ALTRA QUATERNA SI SQUADERNA AL LETTORE ESIGENTE
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L'ITALIA REALE / Ricerca medica e solidarietà, politica e meretricio...
I mass-media si sono già occupati diffusamente dei due nuovi volumi!
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Le cover dei fortunati libri: il primo commovente, il secondo "birichino"
Un BIMBO SPERA (e lotta contro il tempo), LEI SPARA (contro il Premier)
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->UN LIBRO CHE SI LEGGE COME UN SAGGIO DI FILOSOFIA... "ESTETICA"
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Sono passati circa 6 anni dal suo fortunato passaggio in tv grazie a Uomini e Donne, ma Alessandra Pierelli continua ad essere una delle protagoniste più amate dal pubblico della trasmissione pomeridiana di Maria De Filippi. Dopo l’esperienza come corteggiatrice del tronista per eccellenza, Costantino Vitagliano, con cui ha iniziato una lunga e sofferta storia d’amore sotto le telecamere (la loro fine come coppia), la Pierelli si è data molto da fare per entrare e rimanere nel mondo dello spettacolo: ha fatto molto teatro, una capatina nelle fiction Distretto di Polizia 5 e Carabinieri 5, e qualche programma tv, come On the road, trasmissione di Italia Uno condotta nel 2006 insieme a Sara Tommasi, Ludmilla Radchenko e Carolina Marconi. Senza dimenticare che nello stesso anno è stata una naufraga della quarta edizione dell’Isola dei Famosi.
Adesso la ritroviamo anche scrittrice di "E ora viene il bello", autobiografia edita da Aliberti Editore, nelle librerie dal 29 ottobre, in cui racconta la drammatica esperienza vissuta nel novembre 2007, quando fu ricoverata d’urgenza per problemi post-operatori sorti dopo un intervento di chirurgia plastica estetica al quale si era sottoposta per eliminare gli odiati e fastidiosi cuscinetti di grasso.
Ci è voluto un po’ di tempo ma fortunatamente si è ripresa, ha incontrato nuovi amori, il calciatore Giancarlo Pantano, mollato poco prima del matrimonio, e il difensore del Lecce Guglielmo Stendardo. Adesso è single ma di nuovo in forma smagliante e si piace così com’è.
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“Il mio cuore è libero, è aperto a nuovi amori. La vita è fatta di sentimenti. E prima o poi incontrerò la persona giusta con la quale costruire una famiglia, avere dei figli” ha confessato Alessandra in una intervista a Gente in cui ha parlato anche dell’amore per Vitagliano.
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“Mi ci volle meno del previsto per crollare ai piedi di Costantino. Eravamo sì e no alla sesta puntata ed ero già follemente cotta di lui pur facendo di tutto per non darlo a vedere“.
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Dopo tante delusioni amorose e il dramma personale vissuto però ora la Pierelli ha imparato ad amarsi e non ha più paura di far vedere i suoi piccoli difetti fisici. (Da Televisionando.it)
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Lunedì 2 novembre, alle ore 18.00, presso la Libreria All'Arco di Via Emilia Stefano di Reggio Emilia, si terrà la presentazione del libro "Tu dentro di Me" di Emilia Costantini. Con l'autorevole presentazione di Dacia Maraini, per la prima volta la fecondazione assistita diventa la protagonista di un romanzo, in un racconto intenso e toccante.
Un tema di scottante attualità, che divide le forze politiche e l'opinione pubblica. Per la prima volta viene denunciato un aspetto del problema mai trattato in letteratura o al cinema, lanciando un sasso nello stagno legislativo e delle coscienze.
Intervengono al dibattto il Prof. Giovanni Battista La Sala, Direttore della Struttura Compelessa di Ostetricia e Ginecologia del Santa Maria Nuova e Max Panarari, giornalista de "La Repubblica" Bologna. Leggerà alcuni brani tratti dal libro Monica Morini, attrice e autrice del Teatro dell'Orsa.

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NOVITA' La prova d'esordio di Riccardo Caselli esce il 29/10 in libreria
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Politici, industriali, banchieri, editori e ragazze della "Reggio bene": tutti ad applaudire il bel libro del "giovane arrabbiato" Riccardo (edito da Aliberti), presentato lunedì pomeriggio alla libreria All'Arco di Reggio Emilia. Al tavolo dei relatori anche l'autorevole prof. Pier Luigi Celli, che ha vergato la prefazione del pamphlet "L'Italia in vacca", accattivante e celebrata opera prima del figlio dell'ex presidente di una Fondazione.

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L'editore Francesco Aliberti e Paola Silvi, proprietaria della bella libreria

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Caselli Senior (padre di Riccardo) e il prof. P.L.Celli della Luiss di Roma

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L'autore, il moderatore della serata e l'assessore alla Cultura di Reggio

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Due giovani collaboratori della casa editrice intervenuti alla serata ok
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* Uno lancia il salvagente alle naufraghe, l'altra cerca il pisello azzurro!
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null * NOVITA' ALIBERTI IN LIBRERIA! * null
-> A cena con l'assassino: le confessioni di Lucarelli e le ricette di Jo
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"Anche a costo di mentire", Enrico Vaime
La terza puntata della straordinaria vita di Enrico Vaime
Un bestseller da 50.000 copie
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E' questo l’imperativo che anima la terza parte dell’autobiografia di Enrico Vaime, testimone e protagonista dello spettacolo italiano, della rivista, del varietà, della commedia, della radio e della televisione. Dopo i bestseller Quando la rucola non c'era e I cretini non sono più quelli di una volta, il celebre autore radiotelevisivo, questa volta, procede senza un disegno preordinato e razionale nell’esposizione dei ricordi. Si va random, come si usa dire oggi. Si potrebbe dire proustianamente: ma l’ironia spietata di Vaime non ci perdonerebbe mai tale accostamento, e risponderebbe con una battuta fulminante, cattivissima certo.
C’è la radio, l’amatissima radio, prima di tutto. La musica, le voci, i volti dietro il microfono. I gusti che cambiano, la società in movimento - nell’Italia del cosiddetto boom - che bussa imperiosa alla porta degli studi: e le resistenze, i sussulti della tradizione, Mina e Frank Sinatra contro i vecchi dirigenti dell’emittente di Stato, reduci del ventennio e bellamente sopravvissuti a ogni epurazione. La famiglia, poi. Il personale rapporto con la religione, la spiritualità e lo spiritismo. Il ruolo delle zie, incombenti. E l’insopprimibile tensione priapica dello zio Lallo, esempio di vita e di piccole virtù. E, di nuovo, il lavoro di autore: generazioni di attori e di comici che si susseguono nella storia dello spettacolo di casa nostra, in fondo sempre uguali a se stessi, fedeli ad una sorta di “tipo” universale italiano, nella grandezza come nelle miserie.
«A sentir raccontare le cazzate della mia vita si può pensare che non abbia mai fatto niente di pratico, che più che del lavoro mi sia occupato del tempo libero e della vita di relazione». Invece il perugino-romano Vaime, trapiantato nella capitale morale e operosa del Paese, ha lavorato sodo. Ha conosciuto quella Milano “da bere” che nei primi anni Ottanta sembrava destinata ad oscurare la pachidermica Roma di viale Mazzini, con i suoi protagonisti in piena rampante ascesa. Uno fra tutti.
Il padrone-proprietario di un’emittente televisiva in divenire. «Uno strano personaggio fin troppo caratterizzato, un contenitore di luoghi comuni nordici: efficientismo, retorica de fare, pratica dell’azzeramento di ogni sfumatura formale, ostentazione di brutalità scambiata per sincerità, il tutto proposto con spontaneità disarmante, direttamente e con una franchezza che invitava se non alla comprensione, alla tolleranza». Lasciamo al lettore il piacere di avere completo il ritratto dalla viva voce dell’autore. Un paio di aneddoti sorprendenti, raccontati da Vaime sul personaggio in questione, forse entreranno nelle note dei libri di storia, fra qualche decennio. Perché questo “esercizio di memoria”, come lo chiama l’autore, è un documento privatissimo e insieme pubblico: «Un certificato di esistenza in vita o anche un curriculum richiesto non so da chi per concedermi la patente di contemporaneo».
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Enrico Vaime (Perugia, 1936) è autore radiotelevisivo e teatrale, scrittore e presentatore. Ha collaborato a numerosi programmi di successo quali Quelli della Domenica, Canzonissima, Tante scuse e Risatissima. Ha scritto fiction e numerosi musical teatrali, soprattutto per la coppia Garinei e Giovannini. Conduttore dal 1980 del programma radiofonico Black Out, ha pubblicato molti libri. Per Aliberti sono usciti Quando la rucola non c'era (2007), I cretini non sono più quelli di una volta (2008) e La democrazia secondo me. Le migliori puntate di Trafficando (2008), ispirata alla rubrica che tiene su La7 dal lunedì al venerdì all'interno del programma Omnibus.